Alla Soprintendenza ai Beni Culturali del Polo Museale di Napoli
 
al Museo di San Martino
 
e per conoscenza a
ufficio stampa Ministero Beni Culturali
Segreteria Ministero Beni Culturali
Associazione Napoletana Beni Culturali
Dott.ssa Rita Pastorelli (Beni Culturali)
Università degli studi di Napoli Federico II Cultura e amministrazioni Beni Culturali
Università degli studi di Chieti D'Annunzio Beni Culturali

e a tutti coloro che gentilmente hanno collaborato

Dott. Roberto Middione (Beni Culturali)
Dott. Ileana Creazzo (Beni Culturali)
Daniele Iori (Beni Culturali)
Vittorio Iori (professore in pensione come il sottoscritto)
Gregory J.Pietrocola III (cugino, ricercatore)
Giovanni Clemente (discendente diretto
Roberto Tupone (cugino, ricercatore)
Lino Spadaccini (storico di Vasto)

Grabsky Katelyn (Peabody Essex Museum)
 
Gentili signori, 
nella speranza che la mia ricerca possa essere considerata utile alla causa dei Beni Culturali,Vi comunico i risultati che hanno portato alla luce un pittore ritrattista miniaturista, figlio d'arte del noto Floriano Pietrocola (Vasto 1809-Sant Agata sui due golfi 1899). Si tratta di Roberto Pietrocola nato a Napoli (Chiaia) nel 1848 e morto sicuramente nel ventesimo secolo in una data ancora da precisare. Le sue opere, firmate  inconfondibilmente R.Pietrocola. si trovano spesso sul mercato, almeno una è  in un prestigioso museo d'Oltreoceano e ve ne sono anche nei nostri  musei napoletani (San Martino), anche se vengono erroneamente attribuite al padre o a un fantomatico Rudolfo. 
Di seguito riporto il testo della relazione che presto pubblicherò  anche  sul sito dedicato ai due miniaturisti

 
Giorgio Pietrocola                                Roma, 21.3.2015

 

   Roberto visse in un' epoca in cui il mestiere di ritrattista, che il padre gli aveva trasmesso, dopo secoli di splendore, stava drammaticamente tramontando, sempre più oscurato  dalla nascente tecnologia fotografica. I critici d'arte che in passato avevano lodato il padre per la sua arte delicata e raffinata ora sembrano rivolgere la loro attenzione altrove, non lodano e non biasimano, semplicemente ignorano. Come se quella arte tradizionale, ora insidiata dalla macchina fotografica,  fosse improvvisamente diventata un mero mestiere non più degno di nota. Forse per questo motivo è così difficile reperire notizie non solo su Roberto ma anche sulla vita e le opere del padre Floriano nel periodo successivo all'Unità d'Italia. La letteratura specializzata, a quanto mi risulta, non nomina mai Roberto pittore ritrattista né accenna a figli di Floriano. Nelle brevi biografie di Floriano che ho potuto reperire durante la mia lunga ricerca non di rado si mostra di non conoscere neppure la sua data di morte che in qualche caso viene perfino anticipata di circa un trentennio. Vincenzo Bindi nel 1883 pubblica una "Storia degli artisti abruzzesi": vi inserisce una biografia del Vastese ma non fa neppure un cenno  a qualche suo figlio napoletano che ne abbia continuato l'arte ritraendo, come faceva il padre, i personaggi politici più in vista del momento. Il Bindi però si mostra ben poco aggiornato sulla vita di questo abruzzese trasferitosi a Napoli da più di cinquanta anni e non fa che ribadire nella sostanza quel che aveva già raccontato trenta anni prima Lord Napier nel suo "Notes on modern painting at Naples". A questo punto in mancanza di testi di riferimento  è necessario raccontare la strada che mi ha portato alla individuazione di questo artista oggi sconosciuto.  Mentre seguivo le tracce delle opere di Floriano per la mia ricerca, mi imbattei nel catalogo di una mostra  allestita per il 150-mo anniversario dell'Unità d'Italia a cura di Carafa Jacobini e altri,  trovando due notevoli opere in miniatura attribuite a Floriano Pietrocola. Erano i ritratti in miniatura su avorio di Garibaldi e di Vittorio Emanuele II.  La firma però non era F.Pietrocola come, per esperienza, mi aspettavo di trovare ma R.Pietrocola. Questa cosa alquanto curiosa, nel catalogo non veniva spiegata ma solo giustificata rimandando ad una precisa pagina di un testo. Decifrando il riferimento tramite la bibliografia scoprii che si trattava di "Civiltà dell'ottocento. Arte a Napoli dai Borboni ai Savoia  vol II Le arti figurative" - Electa Napoli 1997. 
Mi procurai il testo e nel capitolo 
del Dott. Roberto Middione  relativo alle miniature, alla pagina 266, scoprii che a Napoli nel museo di San Martino ci sono ben tre opere attribuite a Floriano; almeno una di queste presenta lo stesso problema. Infatti, nel libro era rappresentato il ritratto della regina Maria Sofia di Baviera, sorella di Sissy e consorte dell'ultimo re di Napoli, ed era chiaramente scritto che si trattava di un opera di Floriano Pietrocola ma la firma, che era possibile leggere chiaramente era invece R.Pietrocola del tutto simile a quelle che ormai conoscevo bene. Nulla però che spiegasse, come si era lasciato intendere e come speravo,  i motivi di tale attribuzione. Scrissi allora al Dott.Middione che gentilmente mi rispose dicendomi di non saper nulla relativamente a quella "R." e consigliandomi di contattare la Dott.ssa Rita Pastorelli. In reltà alla dottoressa, Sovrintendente al museo san Martino, avevo già scritto senza ottenere risposta. Provai di nuovo citando il dott.Middione, suo amico e collega, ma, forse per qualche disguido, la cosa non ebbe alcun esito. Nulla di più potei sapere dunque sulla questione. Intanto nel vasto web avevo trovato molte altre opere firmate in quel modo alcune attribuite a Floriano altre invece ad un fantomatico Rudolfo come nel caso del ritratto dell'ammiraglio Crowninshield conservato nel  Peabody Essex Museum. Se in un primo momento mi ero fidato dell'attribuzione, le difficoltà di accedere ai motivi della stessa avevano cominciato ad alimentare qualche piccolo dubbio.  Ma fu nell'estate del 2012, quando mi contattò Giovanni Clemente,  che i miei dubbi trovarono conferma. Giovanni aveva visto la mia ricerca dedicata a Floriano sul mio sito web dove mostravo  diverse opere firmate R.Pietrocola. Giovanni sosteneva però che R stesse per Roberto, il padre di sua nonna Ida Pietrocola, figlia di questo pittore, anche lui ritrattista miniaturista, anche lui pittore di corte, anche lui vissuto tra Napoli e Sorrento! A sostegno della sua tesi non portava solo i suoi ricordi di nonna Ida che gli raccontava del padre mentre dipingeva le sue miniature con pennelli di un sol pelo ma anche delle magnifiche prove attuali : era infatti in possesso di due miniature con ritratti, a firma R.Pietrocola , rappresentanti i suoi nonni, Ida e Vincenzo. Le miniature erano il dono di Roberto agli sposi  in occasione del matrimonio della figlia  avvenuto agli inizi del ventesimo secolo quando Floriano era  ormai  morto. Chi era dunque questo Roberto che sembrava essersi sostituito gradualmente a Floriano nei tempi e nei luoghi? Floriano non risultava avere avuto figli. Né secondo la poca letteratura  che lo riguardava né secondo l'albero genealogico dei Pietrocola, originari di Vasto, che nel 2004 lo statunitense Gregory J. Pietrocola III mi fece conoscere quando mi contattò per appurare se "noi siamo famiglia". In quell'albero che io stesso contribuii ad ampliare con le mie conoscenze familiari,  purtroppo non c'era alcun Roberto.  Cercai anche sul web "Roberto Pietrocola pittore" e, mentre per Floriano avevo trovato molto, per Roberto sembrava non ci fosse nulla, finché non riuscii a trovare una sua traccia all'interno di un vecchio libro messo on line. In un'antologia pubblicata agli inizi del XX secolo  si nominava  un professor Roberto Pietrocola, valente pittore, insegnante in Sorrento presso la "Regia Scuola D'Arte applicata all'intarsio e all'intaglio" sin dalla sua fondazione (1885). Nessuna altra notizia ma la traccia trovata era certo molto significativa. 

Ma la svolta definitiva nella risoluzione del mistero si è avuta nel marzo 2015 grazie ad un altro lontano cugino, Roberto Tupone, che, da me interpellato, con la sua ricca esperienza di ricerche genealogiche, in brevissimo tempo, è riuscito a reperire copie degli  atti di nascità di ben tre figli di Floriano e Maria Quadroli, nati a Chiaia, vicino Napoli: una femmina Maria Clementina (1850) e due maschi quasi con lo stesso nome. Il primo, Roberto, nato nel 1846,  morì probabilmente neonato perché al secondo, nel 1848, si tornò ad imporre il nome di Roberto seguito però da quello di Floriano.

Giorgio Pietrocola

Roma, 21 Marzo 2015

 

 

Floriano Pietrocola